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CAPITAL
dicembre 1999
»
"Brescia
provincia del Volga"
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E'
l'unico allevamento europeo di storioni, produce due tonnellate
di caviale all'anno.
Così l'Agroittica di Calvisano fa concorrenza ai produttori
russi.
di
Nanni Delbecchi.
Dici
caviale e sogni i pescatori del Mar Caspio, il delta del Volga,
i laghi incontaminati dell'Iran e della Russia. Invece eccoci
a Calvisano, una ventina di chilometri da Brescia, nella nebbia
padana, dove ti aspetti di veder sbucare tutto meno il profumo
irresistibile delle uova di storione appena setacciate. Ma proprio
qui, accanto alle acciaierie fondate da Giovanni Tolettini,
sorge l'Agroittica, nata nel corso degli anni Settanta per l'allevamento
delle anguille.
Oggi da tempo le anguille non ci sono più, ma in compenso
questa è una delle rarissime aziende europee dove da
più di vent'anni si produce caviale fresco, e di una
qualità battezzata in loco: il Calvisius.
Chi si sarebbe aspettato che dal cuore della bassa contadina
sarebbe saltato fuori il cibo degli zar? "A essere sinceri
non ce lo aspettavamo nemmeno noi", ammette Sandro Cancellieri,
amministratore delegato di Agroittica. "Certo nessuno di
noi se lo aspettava nel 1982, quando abbiamo deciso di importare
le larve di White Sturgeon, uno storioncino californiano chiamato
così per la bianchezza delle sue carni. In quel momento
non dico il caviale, ma lo storione stesso era un oggetto misterioso
per il mercato italiano. Una sorta di "pesce-dinosauro"
che da noi si è definitivamente estinto negli anni Sessanta".
Ma gli storioncini californiani si erano ambientati subito a
meraviglia tra le acque delle vasche dell'Agroittica e in capo
a dieci anni avevano cominciato il loro ciclo riproduttivo,
ossia a produrre le uova meglio note con il nome di caviale.
"Proprio così", dice Cancellieri, "nella
primavera del '92 ci siamo trovati nelle condizioni di produrre
una piccola quantità di caviale che ci è parso
subito di ottima qualità. Un caviale color grigio perla,
composto da grani di notevole compattezza al palato, attorno
ai tre millimetri di diametro. Una misura di poco inferiore
a quella del leggendario Beluga, la qualità migliore
al mondo. Ma il prezzo del beluga fresco, russo o iraniano,
si aggira sui due milioni e mezzo al chilo. Invece noi abbiamo
messo in commercio il nostro a un milione al chilo".
All'inizio Agroittica produce 200-300 chili all'anno. "Un
anno fa però ci siamo resi conto che il numero di esemplari
riproduttori, le femmine fattrici del caviale, si era impennato.
C'erano le condizioni per osare, e per la seconda volta abbiamo
osato, ossia abbiamo deciso il lancio in grande stile del nostro
Calvisius. Per il nome ci siamo ispirati a un'antica leggenda
secondo la quale Calvisius, un patrizio romano da cui deriverebbe
il nome stesso di Calvisano, aveva cominciato ad allevare gli
storioni nel laghetto della sua villa di campagna. Oggi produciamo
due tonnellate all'anno; ma il nostro Calvisius continuiamo
a fornirlo solo su prenotazione".
Un ulteriore aiuto alla Agroittica è arrivato dalla nuova
normativa mondiale che protegge le specie in via di estinzione,
tra cui sono annoverati anche gli storioni. Infatti tale normativa
ha portato alla contrazione del contrabbando e del mercato nero
del caviale: da mille a 250 quintali nel giro di un anno. "E
gli Stati Uniti hanno bloccato l'esportazione dei loro White
sturgeon.
Di conseguenza, se si escludono un paio di allevamenti in Francia,
noi siamo gli unici a produrre caviale in Europa". "Il
nuovo millennio merita il miglior caviale": con questo
slogan il Calvisius di Agroittica si appresta a sbarcare nelle
migliori "boutique" gastronomiche d'Italia. Ma questo
caviale prodotto nelle vasche di allevamento potrà davvero
competere con i mitici Beluga e Osetra del Caspio? "Posso
solo dire che alcuni ristoranti di altissimo livello, abituati
al caviale iraniano, hanno cominciato a fare ordinazioni di
Calvisius dopo averlo provato. Il mio consiglio è: assaggiatelo
a occhi bendati, per non avere pregiudizi". Proprio quello
che ha fatto Gianfranco Vissani, che dopo l'assaggio ha definito
il Calvisius "equilibrato, profumatissimo, di bella consistenza".
Se lo dice lui... |
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